Taranto ci riprova: la città dei due mari candidata a Capitale italiana del mare 2027
Mare | Dopo Ravenna 2026, il secondo tentativo
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Taranto ci riprova: la città dei due mari candidata a Capitale italiana del mare 2027

Il dossier si chiama «Taranto due mari, un futuro»: le cozze, il MArTA, i mestieri del mare, il vento al largo. In palio un milione

📅giovedì 8 ottobre 2026
✍️@A_Lex

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Poche città hanno il mare due volte. Taranto ne ha uno davanti, il Mar Grande, aperto sul golfo, e uno alle spalle, il Mar Piccolo, chiuso e calmo, dove l'acqua dolce dei citri risale dal fondo e crescono le cozze. In mezzo c'è un'isola, la Città Vecchia, e un ponte che gira su se stesso per lasciar passare le navi.

Su questa geografia il Comune ha costruito la candidatura a Capitale italiana del mare 2027. La Giunta l'ha approvata il 30 settembre, l'ultimo giorno utile, e il dossier è partito per Roma, al Dipartimento per le Politiche del mare della Presidenza del Consiglio.

Il secondo tentativo

Il titolo è giovane: esiste da un anno, e la prima città a portarlo è stata Ravenna, per il 2026. Taranto era in gara anche allora. Ora ci riprova, come ha raccontato Buonasera, con un dossier dal nome che è già un programma: «Taranto due mari, un futuro – Laboratorio mediterraneo della blue economy».

Possono candidarsi tutti i Comuni costieri d'Italia. A chi vince va un milione di euro per un anno di iniziative sulla cultura del mare.

Cosa c'è dentro il dossier

  • La cozza, che qui non è solo un piatto ma un paesaggio: i pali e le reste del Mar Piccolo, il lavoro di generazioni di mitilicoltori.
  • Il MArTA, il museo archeologico nazionale, che racconta la città greca nata dal mare e i suoi rapporti con tutto il Mediterraneo.
  • I mestieri del mare, quelli antichi e quelli che verranno.
  • Il vento al largo: davanti al porto girano dal 2022 le pale del primo parco eolico in mare del Mediterraneo, e l'eolico offshore è una delle strade su cui la città vuole crescere.

«Dobbiamo riappropriarci del rapporto con il mare, a un livello quasi viscerale», ha detto l'assessore alle Attività produttive Francesco Cosa. E ha aggiunto un augurio che vale più del titolo: che la rete di enti, imprese e associazioni nata per scrivere il dossier continui a lavorare insieme, comunque vada.

Un mare da rimettere al centro

La candidatura non arriva da sola. In queste settimane il Comune ha risposto una per una alle venti proposte dei cittadini sul Mar Piccolo, lavora al Sea Hub per la maricoltura e si è candidato a guidare un progetto europeo sul turismo sostenibile e la biodiversità marina, con partner di cinque Paesi del Mediterraneo. E l'estate dei Giochi ha riportato il mondo a guardare questa costa.

Ora la scelta spetta a Roma. Ma il senso della candidatura, a leggerla bene, è un altro: ricordare a Taranto, prima che agli altri, che il suo futuro è sempre passato dall'acqua.

Foto: il Ponte Girevole fra Mar Grande e Mar Piccolo. Autore: Bernard Gagnon, pubblico dominio (CC0), via Wikimedia Commons.

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