
Il Comune può presentare progetti fino a 42 milioni per rimettere in ordine banchine, spazi a riva e la filiera delle cozze
Taranto è una città con due mari, e per la prima volta da anni ci sono soldi pensati apposta per rimetterli in ordine. La Regione Puglia ha aperto la procedura chiamata Sea Hub e ha messo a disposizione del Comune 42 milioni di euro. La Giunta ha dato il via libera a preparare i progetti.
I fondi arrivano dal Just Transition Fund, il programma europeo pensato per i territori che devono cambiare modello economico. Taranto è una delle due aree italiane a cui è destinato, insieme al Sulcis in Sardegna.
La procedura indica un perimetro preciso: i sistemi costieri del Mar Grande e del Mar Piccolo. Dentro ci stanno il recupero e la rimessa in funzione di infrastrutture e immobili pubblici affacciati sull'acqua, gli interventi per far tornare naturali i tratti di riva che si sono degradati, e tutto quello che serve a rendere quelle aree di nuovo frequentabili.
C'è poi un filo che tiene insieme le cose: il lavoro del mare. La procedura parla esplicitamente della filiera della mitilicoltura e della maricoltura, cioè di chi alleva cozze e pesce nei due seni del Mar Piccolo. Sono i mestieri più antichi della città, e da anni convivono con banchine improvvisate, capannoni di lamiera e attrezzature che nessuno ha mai messo a norma.
L'obiettivo scritto negli atti è costruire «un sistema coordinato di opere e spazi»: non un'opera singola con un nastro da tagliare, ma una serie di interventi collegati fra loro, sulle due coste, che insieme cambino il modo in cui la città usa il proprio mare.
Il lavoro tecnico è affidato alla Direzione Grandi Opere del Comune, che dovrà scrivere le proposte progettuali e preparare tutta la documentazione richiesta. Insieme al Comune, nella procedura è coinvolto anche il Commissario Straordinario.
Per ora siamo alla candidatura: i 42 milioni sono stanziati, ma i progetti vanno scritti, presentati e approvati. È la fase in cui si decide che cosa entra e che cosa resta fuori, e quindi quella che conta di più. I primi elaborati diranno quali tratti di costa e quali immobili il Comune ha scelto di mettere in fila per primi.
Chi vuole capire di che mare parliamo può partire dalla nostra sezione dedicata alla natura del territorio, dove il Mar Piccolo e le sue acque sono raccontati per quello che sono: un ecosistema unico in Europa, chiuso, poco profondo e alimentato dalle sorgenti sottomarine.
Foto: Manuela Balestra (CC BY 4.0) e Touring Club Italiano, 1934 (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons.