Mar Piccolo, il Comune risponde ai cittadini: venti proposte, una per una
Ambiente | Il percorso partecipativo dell'Università di Bari
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Mar Piccolo, il Comune risponde ai cittadini: venti proposte, una per una

Ricercatori, associazioni e cittadini hanno scritto cosa serve al Mar Piccolo. La Giunta fa sue le proposte e si dà sei mesi per rendere conto

📅venerdì 2 ottobre 2026
✍️@A_Lex

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Il Mar Piccolo è il mare di dentro di Taranto. Due seni d'acqua calma chiusi fra la città e la campagna, le sorgenti d'acqua dolce che risalgono dal fondo e che qui si chiamano citri, i pali delle cozze che disegnano file sull'acqua, gli aironi e i fenicotteri sulle rive. Dal 2020 è un parco naturale regionale. Ed è un posto su cui a Taranto tutti hanno qualcosa da dire.

Quest'anno qualcuno ha provato a mettere tutte quelle voci intorno a un tavolo.

Venti proposte scritte insieme

Da marzo a giugno il Dipartimento Jonico dell'Università di Bari, con la professoressa Maria Casola, ha guidato un percorso partecipativo dentro il programma PugliaPartecipa della Regione. Hanno lavorato insieme istituzioni, ricercatori, associazioni, operatori economici e cittadini. Ne è uscito un documento con venti proposte e sei priorità, consegnato al Comune a luglio.

La legge pugliese sulla partecipazione chiede a chi decide una cosa semplice: non mettere il documento in un cassetto, ma dire, proposta per proposta, cosa accoglie, cosa no e perché. Il 24 settembre la Giunta lo ha fatto. E le ha fatte sue quasi tutte.

Cosa si impegna a fare il Comune

  • Far partire davvero il Parco. Il Parco esiste per legge, ma non ha ancora il suo ente di gestione. Il Comune ha preparato la convenzione e lo statuto del consorzio che dovrà guidarlo: passeranno dal Consiglio Comunale e poi agli altri Comuni del Parco.
  • Una comunità che si prende cura del Mar Piccolo. Una rete aperta di cittadini, scuole, università e associazioni che custodisce la memoria del posto: i luoghi, i mestieri, i racconti. Il Comune ha già pubblicato un avviso per cercare i facilitatori che aiuteranno a farla nascere.
  • I patti di collaborazione, con cui gruppi di cittadini possono prendersi cura di un luogo o di un bene comune insieme al Comune.
  • Un centro di educazione ambientale dove scuole e ricercatori si incontrino: la strada per costituirlo è appena all'inizio.
  • Un futuro per le cozze: il tavolo tecnico sulla mitilicoltura, la mappa delle aree da destinare agli allevamenti, regole chiare per le concessioni e nuovi punti di sbarco per chi lavora in mare.
  • Partecipare anche dal telefono: il Comune valuterà una sezione per il confronto online dentro la piattaforma di Calliope, la Casa delle tecnologie emergenti di cui è capofila, entrata da poco in una rete europea.

Un impegno a rendere conto

Il Comune è stato onesto su un punto, e vale la pena dirlo: accogliere una proposta non vuol dire aver già approvato un'opera o trovato i soldi. Ogni passo concreto avrà bisogno di un suo atto e di una sua copertura, e molte cose dipendono anche dalla Regione, dal Commissario per le bonifiche e dagli altri enti che si occupano del Mar Piccolo.

Ma c'è una data. Entro sei mesi dalla consegna del documento, cioè entro l'inizio del 2027, il Comune dovrà raccontare pubblicamente a che punto è, e poi aggiornare il quadro ogni anno. Per chi ha passato una primavera a discutere del Mar Piccolo, è la cosa più importante: la conversazione non è finita. È appena cominciata.

Foto: il Mar Piccolo di Taranto, maggio 2016. Autore: Pakycassano, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

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