
Mezzo milione per fermare l'erosione della costa rocciosa davanti alla baia: il progetto è pronto e corre per i fondi europei
Chi d'estate scende verso Talsano e prosegue lungo il mare la conosce anche se non ne sa il nome: la baia di Porto Cupo è una delle rientranze del litorale orientale, dove la costa non è sabbia ma roccia bassa, gradini naturali e calette in cui ci si tuffa. È il pezzo di mare più vicino a casa per una parte enorme della città, quella che d'estate non va da nessuna parte perché il mare ce l'ha a venti minuti.
Quella roccia, però, si consuma. È una costa che il mare erode di continuo, e il Comune ha messo a punto un progetto per rallentare il processo: 500mila euro di lavori, candidati a un bando della Regione Puglia finanziato con fondi europei e dedicato proprio al contrasto all'erosione della costa alta.
Nel linguaggio tecnico la costa alta è quella rocciosa: falesie, scogliere, terrazzi che scendono al mare a gradoni. A Taranto, a est del centro, è la forma prevalente del litorale — quella che i tarantini chiamano semplicemente «gli scogli» e che d'estate si riempie di ombrelloni piantati fra le rocce.
L'erosione qui non si vede come su una spiaggia, dove la sabbia sparisce e il bagnasciuga arretra di anno in anno. Si vede quando un pezzo di scogliera si stacca, quando un sentiero che portava al mare non c'è più, quando la roccia si sbriciola sotto i piedi. È più lenta ed è meno spettacolare: per questo se ne parla poco.
Va detto con onestà: per ora è una candidatura, non un cantiere. Il Comune ha presentato lo studio preliminare, ha nominato la responsabile del progetto e un gruppo di lavoro tecnico, e ha completato la documentazione richiesta dalla Regione. Il tratto interessato ricade su area del demanio marittimo. Se il progetto verrà ammesso al finanziamento, si passerà alla progettazione vera e propria e poi ai lavori.
Non è una formalità, ed è giusto saperlo: molti progetti presentati restano in graduatoria. Ma vale la pena tenerlo d'occhio, perché riguarda un pezzo di città a cui i tarantini sono legati più di quanto ammettano.
Il litorale a est — Lido Bruno, Porto Cupo, le calette verso San Vito e Leporano — è dove Taranto va a fare il bagno da sempre. Non è la costa delle cartoline: è quella dei teli stesi sulla roccia, delle scalette di cemento, dei bar che aprono a giugno. Ogni metro che il mare si porta via è un metro in meno di quel posto lì.
La città ha imparato negli ultimi anni a guardare il proprio mare con più attenzione — le spiagge, le lame, le dune sono entrate nel discorso pubblico e non solo nelle chiacchiere d'agosto. Anche una scogliera che si sgretola merita la stessa cura.
Foto: Honza Hluštík (CC BY 3.0) e Antonio Borrillo (CC0), Wikimedia Commons.