
Telecamere ad alta risoluzione e lettori di targhe collegati alla sala operativa. Il cantiere è aperto da agosto e ora si allarga
Le telecamere del Comune guardano strade e piazze in tanti punti diversi di Taranto, ma le loro immagini arrivano tutte in un posto solo: la sala operativa della Polizia Locale. È questa rete che sta diventando più grande.
Il progetto si chiama «Taranto Legale 2024». Vale circa 375 mila euro e lo paga il Ministero dell’Interno, con un programma pensato per la sicurezza nelle regioni del Sud. Il cantiere è aperto da agosto.
Ci sono impianti nuovi e impianti vecchi da sostituire o potenziare. Telecamere ad alta risoluzione, sensori e lettori di targhe, con un programma che analizza le immagini. Per portare tutto alla sala operativa si stendono fibra ottica e collegamenti senza fili, e i nuovi apparecchi si uniscono a quelli che già funzionano.
In questi giorni il progetto è cresciuto. La gara per i lavori si era chiusa con uno sconto, e il Comune ha deciso di non lasciare quei soldi fermi: li ha rimessi nello stesso cantiere, per altri impianti. Il Ministero ha dato il via libera e la spesa totale non cambia.
Il progetto esecutivo l’ha disegnato una società di ingegneria di Taranto, i lavori li fa un’impresa di Azzano San Paolo, in provincia di Bergamo. I pagamenti partono direttamente dal Ministero, dopo i suoi controlli, e un revisore esterno verifica le spese del progetto.
L’idea è nata nell’autunno del 2024, quando la Giunta ha approvato il primo progetto per partecipare al bando del Ministero. A gennaio 2025 è arrivato il finanziamento. Le postazioni sono state ridisegnate fra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, insieme al comando della Polizia Locale, tenendo conto anche dei Giochi del Mediterraneo. La nuova mappa ha avuto il parere favorevole della Questura e poi il sì del Ministero. L’elenco dei punti non è stato reso pubblico.
Questo progetto non è l’unico. A gennaio il Comune aveva annunciato nuove postazioni in piazzale Bestat e nella zona degli ex Baraccamenti Cattolica, con l’area di Tramontone e il mare fra le prossime. Contro chi abbandona i rifiuti lavorano le fototrappole mobili, in servizio da fine 2025. E un accordo con una ditta specializzata tiene in ordine telecamere e semafori su tutto il territorio.
Il filo che li lega è lo stesso: tanti punti diversi, una sola rete, e in fondo una sala dove qualcuno guarda.
Foto: il lungomare Vittorio Emanuele III di sera, immagine di repertorio (non è uno dei punti del progetto). Eziobruno, Lungomare Vittorio Emanuele III (2017), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.
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