
Il Comune trova 170 mila euro per non fermare le attività. E racconta cosa è nato a Palazzo Pantaleo e nelle tombe greche
In via Pisa 14 c’è un posto pensato tutto per i bambini. È l’Acclavio Kids, il Centro della cultura per l’infanzia legato alla Biblioteca civica Pietro Acclavio: libri a misura di bambino, letture ad alta voce, laboratori di disegno, di scienze, di inglese. Il Comune ha deciso che tutto questo deve continuare: le attività andranno avanti fino al 30 giugno 2027.
Per farlo ha aggiunto 170 mila euro al progetto che finanzia il centro. Nelle carte la ragione è scritta senza giri di parole: servono a «evitare l’arresto delle attività» di quello che il Comune stesso definisce un’infrastruttura d’eccellenza.
Basta guardare il calendario delle ultime settimane. A settembre i più piccoli, dai 3 ai 5 anni, hanno imparato le prime parole di inglese correndo fra gli scaffali con English in… motion!, libri trasformati in percorsi a ostacoli. Per l’inizio della scuola c’è stato un laboratorio di poesia, «Un giardino di pensieri gentili». Per la Festa dei nonni la biblioteca ha invitato i nipoti a venire con loro, fra letture ad alta voce e un laboratorio da fare insieme. In primavera i bambini sono diventati «Piccoli Custodi» delle piante della macchia mediterranea, con un’uscita al Parco delle Mura Greche. D’estate c’erano letture sugli animali per i più piccoli, un’officina della natura, le sfide del venerdì per i più grandi e Blu Taranto, due settimane alla scoperta del mar Jonio.
Le attività sono gratuite e i gruppi sono piccoli, dieci o quindici bambini, così ognuno trova il suo posto. Si prenota scrivendo a acclaviolab@servizicomunetaranto.it. I prossimi appuntamenti escono sul sito della biblioteca.
Lo stesso progetto ha portato i ragazzi anche in Città Vecchia, a Palazzo Pantaleo. È una delle poche dimore nobili del Settecento rimaste intatte a Taranto. Apparteneva ai baroni Pantaleo e sorge dove un tempo c’era l’antico porto. Ha soffitti dipinti e, al secondo piano, il Museo etnografico Alfredo Majorano: feste, processioni, attrezzi del lavoro in campagna e in mare, il tarantismo. È la vita di tutti i giorni della Taranto di una volta.
Lì è nato il Cantiere Pantaleo: laboratori per ragazzi dai 10 ai 17 anni, prima di tutto quelli che abitano nell’Isola Madre. Si sono occupati di tradizioni e di fede, di antichi mestieri, di restauro, di riuso dei materiali. L’idea era semplice: far sentire il palazzo come una casa del quartiere, non un museo da guardare da fuori. Il Cantiere si è chiuso a dicembre 2025 con una buona partecipazione. Il progetto prevedeva anche percorsi di visita stabili, pensati per restare alla città.
C’è poi la Taranto che sta sotto i piedi: la cripta del Redentore, la tomba a camera di via Pio XII, l’ipogeo Genoviva, la necropoli di via Marche e la Tomba degli Atleti. Sono luoghi che il Comune valorizza insieme alla Soprintendenza. Qui hanno fatto pratica sedici giovani fra i 18 e i 34 anni che non studiavano e non lavoravano: hanno seguito un corso da addetti all’accoglienza turistica e hanno finito il percorso con un attestato. Sono sedici persone in più pronte ad accogliere i visitatori, in una città che vuole vivere anche di turismo.
Il progetto fa parte del Piano di rigenerazione sociale per l’area di crisi di Taranto, che finanzia interventi per le famiglie in difficoltà. Il Piano scade nell’estate del 2027. Per andare avanti dopo, scrive il Comune, bisognerà trovare altre risorse, regionali, nazionali o comunali. Fino ad allora, in via Pisa, le porte restano aperte.
Foto: in apertura la Biblioteca civica Pietro Acclavio, a cui l’Acclavio Kids è legato: Pierluca_Lubello, Biblioteca Civica Pietro Acclavio (2026), CC BY-SA 4.0. Nel testo il plastico della Città Vecchia al Museo Majorano: Giacomo Resta, Museo etnografico Alfredo Majorano, CC BY-SA 4.0. Un soffitto dipinto di Palazzo Pantaleo, «Enea che abbandona Didone»: Ignotus1219, P. pantaleo, CC BY-SA 4.0. Via Wikimedia Commons.
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