
Il Consiglio comunale dà l'edificio al Politecnico di Bari e alla Provincia, che recupera le aule chiuse senza spese per il Comune
In viale del Turismo, a Paolo VI, c'è un grande edificio con una scritta sulla facciata: Facoltà di Ingegneria. È lì che dal 1993 il Politecnico di Bari forma ingegneri a Taranto. Da qualche anno, negli stessi corridoi, passano anche gli studenti di una scuola superiore, l'istituto "Righi".
Questa convivenza adesso ha regole chiare e un orizzonte lungo: venticinque anni. Il Consiglio comunale ha approvato, con 22 voti favorevoli, l'intesa tra Comune, Provincia e Politecnico.
L'edificio è del Comune. Nel 1993 lo aveva dato al Politecnico, gratis e per sessant'anni, per portare a Taranto i corsi di ingegneria: allora si chiamava "Difesa del suolo e programmazione del territorio", poi è diventato Ingegneria per l'ambiente e il territorio. Era un modo per dare alla città, e a un quartiere nato negli anni Settanta, un pezzo di università.
Nel 2023 una parte degli spazi è andata in prestito alla Provincia per le aule del "Righi", mentre la sede dell'istituto era in lavori. Doveva essere una soluzione provvisoria. Ma alla Provincia, che si occupa delle scuole superiori, gli spazi mancano ancora.
Con il nuovo accordo l'edificio si divide in due, con planimetrie precise: una parte al Politecnico per lezioni, laboratori, ricerca e servizi agli studenti, una parte alla Provincia come sede staccata stabile del "Righi", con aule e laboratori. Ognuno con i suoi spazi e, dove si può, i suoi ingressi e i suoi contatori.
I lavori li paga la Provincia: la separazione tra le due parti, gli accessi autonomi e soprattutto l'impermeabilizzazione del tetto sopra alcune aule che oggi sono chiuse perché inagibili. Quelle aule, una volta recuperate, andranno al Politecnico, e libereranno altro spazio per gli studenti del "Righi". Il Comune non spende niente.
La delibera lo dice chiaramente: le famiglie devono sapere dove sta una scuola quando scelgono a quale iscrivere i figli. Una sede che dura un anno alla volta non lo permette, una che dura venticinque sì.
E Paolo VI si tiene stretto un posto dove, ogni mattina, ragazzi di quindici anni e futuri ingegneri entrano dallo stesso viale. Prima di cominciare i lavori serviranno i progetti di dettaglio e i permessi; poi la firma del protocollo e la consegna degli spazi.
Foto: la sede tarantina del Politecnico di Bari a Paolo VI. SkyFrank, Poliba Taranto (2018), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.