
Aperte al pubblico da più di vent'anni ma ancora intestate a privati: il Comune le prende in carico. I proprietari hanno tempo per dire la loro
Nella zona sud della città, tra Lama, San Vito e Talsano, ci sono strade che tutti percorrono ogni giorno. Hanno un nome, i numeri civici, i lampioni accesi la sera, i cassonetti all'angolo. Sotto l'asfalto corrono i tubi dell'acqua e della fogna, i cavi della luce e del telefono. Collegano una strada pubblica all'altra.
Eppure, sulla carta, molte di queste strade non sono della città. Sono ancora intestate ai privati che, decenni fa, le hanno tracciate insieme alle case. È il segno di un pezzo di Taranto cresciuto in fretta, lotto dopo lotto, in cui la vita ha preso la sua strada prima dei documenti.
Il Comune ha deciso di rimettere le cose in pari. Una legge nazionale e una legge regionale del 2020 permettono di portare nel patrimonio comunale, gratis, le strade private che sono aperte al pubblico da più di vent'anni. La Giunta aveva dato il via a giugno; il 25 settembre è stato pubblicato l'avviso che mette in moto tutto, con l'elenco delle strade, la mappa delle particelle e il modulo per chi vuole rispondere.
Non è un'idea nuova. Già due anni fa il Comune aveva annunciato di voler chiarire di chi fossero queste strade, proprio per potersene occupare. E un anno fa lo stesso percorso era partito per le strade di Lido Azzurro.
I proprietari sono tanti, e per questo il Comune non scrive a ognuno: l'avviso resta pubblicato per sessanta giorni sul sito del Comune, esce sul Bollettino Ufficiale della Regione e viene affisso con i manifesti nei quartieri. Vale come una lettera a casa.
Chi è interessato può fare due cose.
Chi non risponde, passati altri sessanta giorni dalla fine della pubblicazione, viene considerato d'accordo, e la strada entra nel patrimonio comunale con un decreto. Dove invece arrivano osservazioni, l'ultima parola spetta al Consiglio Comunale. Per i proprietari non ci sono spese: se una porzione di strada va separata al catasto dal resto della proprietà, il frazionamento lo cura il Comune. Non è previsto nessun indennizzo.
Per chi passa di lì ogni mattina, all'apparenza, niente: la strada resta la stessa. Ma una strada comunale è una strada di cui la città è responsabile a tutti gli effetti, come via Dante o corso Umberto. Finisce l'incertezza su chi deve rispondere di una buca o di un marciapiede, e chi abita in quelle vie smette di stare in una specie di terra di mezzo.
È un lavoro lento, fatto di elenchi, mappe e particelle catastali. Ma alla fine mette una firma su una cosa che a Lama, San Vito e Talsano tutti sanno già: quelle strade sono di chi ci vive.
Foto: il tramonto sul mare al largo della costa di Talsano. Autore: Antonio Borrillo, CC0 (pubblico dominio), via Wikimedia Commons.
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