
Detto no al distretto proposto dal Taranto Calcio, la Giunta scrive come dovrà essere il prossimo: solo lo stadio, prezzi giusti per la squadra
Rifatto per i Giochi del Mediterraneo, con le sue curve nuove e i ventimila posti, lo stadio Erasmo Iacovone è tornato a riempirsi la domenica per il Taranto. Adesso resta da decidere chi lo gestirà negli anni a venire, e con quale idea. Il 14 ottobre la Giunta comunale ha detto no alla proposta presentata dal Taranto Calcio, ma nella stessa delibera ha messo per iscritto le regole per ripartire.
La proposta della società rossoblù, della famiglia Ladisa, era arrivata a marzo e all'inizio riguardava lo stadio e un centro sportivo accanto. Nei mesi è cresciuta: si sono aggiunti il parco urbano della Salinella, lo stadio di atletica Valente, il Palaricciardi, un campus e un grande parcheggio sotterraneo fra piazza Archita e piazza Garibaldi, nel cuore del Borgo. Nell'ultima versione esaminata dal Comune l'investimento arrivava a circa 95 milioni.
Per la Giunta quella proposta non risponde all'interesse pubblico. Gli altri impianti della Salinella hanno già le loro gare in corso: il parco urbano, per esempio, è stato messo a gara insieme al circolo tennis Magna Grecia, perché i guadagni dell'uno aiutino a tenere aperto l'altro. Il parcheggio del Borgo, lontano dallo stadio, nei conti del progetto pesava più degli impianti sportivi. E restavano a carico del Comune spese e rischi che le sue casse non possono reggere.
Il Comune non chiude la porta. Il prossimo progetto, del Taranto Calcio o di chiunque altro voglia farsi avanti, dovrà seguire alcune regole precise:
Quest'ultimo punto è il cuore della decisione. Lo stadio è un bene della città, e il Comune lo ha detto con parole semplici: l'Iacovone «è e sarà sempre la casa del Taranto Calcio».
Sebastiano Ladisa, presidente del club, ha detto di prendere atto della decisione «con serenità» e senza voler alimentare polemiche, ma ha annunciato che il gruppo farà il suo investimento altrove. In Consiglio comunale c'è chi, come Luca Contrario del PD, vede ancora lo spazio per un progetto nuovo concentrato sullo stadio, e chi, come Luca Lazzaro di Fratelli d'Italia, ha chiesto un'audizione in commissione e un confronto pubblico fra il sindaco e la società.
La strada adesso è segnata: uno stadio che vive tutta la settimana, che si regge sulle sue gambe, e dove la squadra della città continua a giocare in casa. Chi saprà disegnarlo così troverà il Comune pronto ad ascoltare.
Fonti: La Gazzetta del Mezzogiorno, Giornale RossoBlu, Antenna Sud.
Foto: lo stadio Iacovone nell'agosto 2019, prima dei lavori per i Giochi (immagine di repertorio). New2021, Stadio Erasmo Iacovone (2019), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons; ritagliata.