
Il mercato settimanale sta da tempo in una sistemazione provvisoria. Prima di spostarlo il Comune chiede a ogni banco quanto spazio serve davvero
Un mercato settimanale è una delle poche cose che succedono sempre nello stesso giorno e sempre nello stesso posto. È un pezzo di città che compare all'alba e sparisce nel pomeriggio, e chi ci lavora lo monta e lo smonta ogni volta. Per questo la domanda "dove sta" non è mai un dettaglio.
Il mercato Archimede sta, da tempo, in una sistemazione provvisoria. Il Comune lo scrive senza giri di parole: quell'area ha condizioni logistiche e funzionali che non rispondono né alle esigenze di chi ci vende né a quelle di chi ci va a comprare. Il 17 settembre la Giunta ha indicato dove dovrebbe andare.
Si tratta dell'area del mercato ortofrutticolo giornaliero Orsini, che è fatta di due zone distinte: una è quella dove l'ortofrutticolo lavora tutti i giorni, l'altra è interessata da lavori di riqualificazione e adeguamento. È la seconda a essere candidata ad accogliere l'Archimede, a lavori finiti.
Detto in un altro modo: non nasce un mercato nuovo e non si rifà l'Archimede dov'è adesso. Un mercato che vive da tempo in una sistemazione di ripiego andrebbe dentro uno spazio che si sta rimettendo a posto, accanto a un mercato che in quell'area c'è già.
Prima di spostare qualcosa, però, il Comune vuole sapere una cosa che sembra ovvia e non lo è: quanto spazio serve, oggi, a ciascun banco. Gli uffici pubblicheranno un avviso rivolto ai soli operatori che hanno una concessione di posteggio e il diritto a trasferirsi, e chiederanno a ognuno di indicare la superficie che gli serve davvero per lavorare.
La ragione sta in una riga della delibera, ed è di quelle concrete: negli anni le esigenze sono cambiate anche in relazione all'evoluzione delle caratteristiche e delle dimensioni dei mezzi utilizzati. Tradotto: i furgoni con cui si arriva al mercato la mattina presto non sono più quelli di vent'anni fa, e un banco che si apre dal fianco di un mezzo più grande occupa più strada.
Su un punto l'atto è netto, e vale la pena riportarlo: dichiarare di aver bisogno di più metri non dà diritto ad averli. Le superfici indicate verranno verificate dagli uffici, incrociandole con lo spazio realmente disponibile all'Orsini, con la viabilità, con la sicurezza e con la necessità di lasciare corridoi di passaggio. Solo dopo si disegnerà una planimetria con il numero dei posteggi, le misure e la loro disposizione.
Il trasloco. Il provvedimento lo ripete tre volte, e non è una formula: la ricognizione e la planimetria sono attività preliminari, non spostano il mercato e non cambiano le concessioni di oggi. Il trasferimento vero, quando e se arriverà, dovrà passare dagli organi comunali competenti, perché modifica l'assetto dei mercati cittadini. Per ora non costa nulla al bilancio.
Resta il fatto che, dopo anni di provvisorio, una direzione c'è. E che il primo passo non è una ruspa né un annuncio: è qualcuno che va a chiedere, banco per banco, quanti metri servono per lavorare.
Foto: il mercato settimanale di corso Racconigi a Torino, per dare un'idea di un mercato di strada (non è l'Archimede). Autore: F Ceragioli, licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.