
Un milione per il cantiere delle case dell’Isola Madre, 850 mila euro per Palazzo di Città, 150 mila per l’Orchestra Magna Grecia
Chi arriva in Città Vecchia dal ponte girevole se lo trova davanti per primo: Palazzo di Città, la casa del Comune affacciata su piazza Castello, con il suo orologio e i balconi in ferro battuto. Alle sue spalle comincia l’Isola Madre, con i vicoli, le case chiuse da anni e i palazzi che aspettano di tornare abitati. È qui che finirà la maggior parte dei due milioni di euro dell’accordo che la Giunta comunale ha approvato con Eni Industrial Evolution, la società della raffineria di Taranto.
L’accordo vale per quattro anni, dal 2026 al 2029, e tiene insieme tre cose molto diverse: le case, una facciata e la musica.
Un milione servirà al programma di social housing nella Città Vecchia: case da ristrutturare e destinare all’edilizia sociale, per riportare famiglie a vivere nell’isola. Il contributo di Eni coprirà la prima parte, la più faticosa e la meno visibile: mettere in sicurezza gli edifici e liberare e pulire le aree del cantiere. È il lavoro che deve venire prima di tutto il resto, perché in molti di questi palazzi oggi non si può nemmeno entrare.
Il percorso è già avviato: il 26 ottobre i tecnici del Comune entreranno in possesso delle aree destinate al programma per fare il punto sul loro stato. Ogni casa che si riapre all’Isola Madre è una finestra che si riaccende, un vicolo che torna a essere abitato e non solo attraversato.
Altri 850 mila euro andranno alla facciata di Palazzo di Città. Il progetto per ripristinare i prospetti esterni del Municipio era già stato avviato dal Comune all’inizio dell’anno: ora ha un finanziamento, e il documento che guida la progettazione verrà adeguato alla somma disponibile. La pietra segnata dal salmastro e dagli anni è la prima cosa che vede chi entra nell’isola: rimetterla in ordine vuol dire presentarsi meglio, a chi ci vive e a chi arriva.
Gli ultimi 150 mila euro sono per la musica. Il Comune li affiderà a un progetto dell’Orchestra della Magna Grecia pensato prima di tutto per i ragazzi: concerti, attività di formazione e incontri rivolti a giovani, studenti, famiglie e ai quartieri periferici, dove un’orchestra dal vivo si sente più raramente. Il programma nel dettaglio sarà definito più avanti, insieme all’orchestra.
Non è la prima volta che Comune ed Eni lavorano insieme. Il primo accordo, nel 2023 e 2024, era dedicato agli ex Baraccamenti Cattolica di Tre Carrare-Battisti, gli edifici lasciati dalla Marina diventati il Parco della Musica, con laboratori d’arte e di musica e spazi per bambini, ragazzi e anziani. Entrambi gli accordi nascono da un’intesa firmata nel 2018 e legata al progetto Tempa Rossa, che porta il greggio della Basilicata alla raffineria di Taranto.
Il contributo funziona come un rimborso: il Comune realizza gli interventi ed Eni restituisce le spese effettivamente sostenute, fino a due milioni. Per queste tre opere il Comune non dovrà mettere altri soldi. L’accordo ora va firmato dal sindaco, poi ogni intervento seguirà la sua strada.
Foto: in apertura Palazzo di città, Taranto di Bernard Gagnon (2022), CC0; nel testo Taranto, via di Mezzo di Jeanne Griffin (2015), CC BY-SA 4.0 — via Wikimedia Commons.