
Un mese di ordinanza per chi ha un'attività: orari della raccolta, contenitori giusti e venti metri da pulire dopo la chiusura
Capita a molti di trovare il cassonetto sotto casa già pieno prima di sera. Una parte di quello che c'è dentro non viene dalle famiglie ma da bar, ristoranti e negozi, che hanno una raccolta tutta loro e che a volte finiscono per usare quella delle case. Così i contenitori si riempiono, i sacchi restano in strada e la differenziata di tutti ne soffre.
Per questo il sindaco ha firmato un'ordinanza che vale dal 4 ottobre al 3 novembre. Mette in fila, chiari, gli obblighi che servono perché la raccolta funzioni, in attesa che il Comune li scriva in modo stabile nel Regolamento di polizia urbana.
A quasi tutte le attività aperte al pubblico: bar, ristoranti, pizzerie e chi vende cibo, negozi di vicinato, circoli privati, sale giochi, discoteche, locali di spettacolo e stabilimenti balneari. E in generale a tutte le attività con le vetrine sulla strada, che devono essere tenute pulite e in ordine.
Chi non rispetta le regole rischia una multa da 200 a 500 euro (400 se si paga subito) e, nei casi più seri, la chiusura del locale fino a quindici giorni. L'ordinanza è stata mandata alla Polizia locale e alle forze dell'ordine, e anche alle associazioni di categoria, perché la facciano conoscere a chi ha un'attività.
Per un bar sono piccoli gesti: un cestino in più, un giro di scopa prima di abbassare la serranda, un'occhiata al calendario della raccolta. Per la strada fanno la differenza tra una mattina con i sacchi sul marciapiede e una mattina pulita. E una strada pulita è anche il miglior biglietto da visita per chi ci lavora.
Foto di repertorio, scattata a Ferrara e non a Taranto: Nicola Quirico, Bidoni raccolta differenziata, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0.
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