Tornano i grandi murales di T.R.U.St.: la quarta edizione entro la fine dell'anno
Arte urbana | Taranto Regeneration Urban and Street
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Tornano i grandi murales di T.R.U.St.: la quarta edizione entro la fine dell'anno

Il festival che ha dipinto più di trenta muri della città riparte con la stessa squadra delle prime edizioni. I nuovi muri entro dicembre

📅sabato 10 ottobre 2026
✍️@A_Lex

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Chi cammina sul lungomare Vittorio Emanuele III prima o poi alza gli occhi e lo trova lì: un Nettuno gigantesco, col tridente in mano, dipinto sulla facciata di un palazzo che guarda il golfo. È alto quanto il palazzo. L'ha dipinto lo spagnolo Kraser nel 2021, e non è un dio qualunque: nel mito Nettuno è il padre di Taras, il fondatore della città.

Quel muro è nato con T.R.U.St., Taranto Regeneration Urban and Street, il festival che fra il 2020 e il 2022 ha trasformato pezzi di città in un museo all'aperto. Adesso torna. Il Comune ha affidato l'organizzazione della quarta edizione, e i nuovi muri dovranno essere finiti entro la fine dell'anno.

Tre edizioni, più di trenta muri

La prima edizione, nel 2020, è partita da Paolo VI e ha dipinto anche le pareti della biblioteca Acclavio e della palestra Ricciardi. Nel 2021 sono arrivati sedici artisti da mezza Europa, che hanno dipinto a Salinella, al Tramontone, a Paolo VI, in centro, nel sottopasso di via Ancona e sull'isola della Città Vecchia. Nel 2022 altri undici, dalla Salinella al centro: trentatré opere in tutto, che hanno messo Taranto sulle mappe europee dell'arte urbana.

Non c'erano solo i pennelli. Intorno ai muri sono nati laboratori per ragazzi e bambini: musica, video, grafica, piccoli interventi di urbanismo fatti insieme agli abitanti. L'idea era semplice: un murale funziona davvero quando il quartiere lo sente suo.

Chi lo organizza

La quarta edizione riparte dalla stessa squadra. L'hanno vinta, in una gara a cui hanno partecipato in due, le associazioni Rublanum, che organizza il festival Gulìa Urbana e firmava già la direzione artistica delle prime tre edizioni, e Mangrovie, associazione tarantina che curava i laboratori. A pagare è la Regione Puglia, con 200mila euro dal programma regionale per la street art.

Le pareti e i nomi degli artisti non sono ancora stati annunciati. Il tempo è stretto: tre mesi di lavoro, con tutto da chiudere entro dicembre. Per questo il Comune ha permesso di cominciare subito, prima ancora della firma del contratto, per approfittare delle ultime settimane di bel tempo.

Una città che si guarda sui muri

I murales di T.R.U.St. non stanno nei musei, stanno dove la gente vive: sulle facciate delle case popolari, sui palazzi che si vedono dalla fermata dell'autobus, sulle pareti di una palestra di quartiere. Fra qualche settimana, in qualche strada di Taranto, comparirà un'impalcatura. E chi passa di lì potrà vedere, giorno dopo giorno, un muro grigio cambiare faccia.

Foto: il Nettuno di Kraser sul lungomare Vittorio Emanuele III (T.R.U.St. 2021). Autore: Giacomo Resta, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

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