
Concerti nel chiostro dell'Università, in chiesa e a Spazioporto, i burattini per i bambini e il premio all'Arcivescovado
Nel Settecento il suo nome girava per tutta Europa. Giovanni Paisiello, nato a Taranto nel 1740, scrisse più di novanta opere e lavorò per Caterina II di Russia, per i Borbone di Napoli e per Napoleone. Il suo Barbiere di Siviglia fu un successo enorme, anni prima di quello di Rossini, e un'aria della Molinara, «Nel cor più non mi sento», si canta ancora nelle scuole di musica di mezzo mondo.
Dal 14 al 30 ottobre la sua città lo festeggia di nuovo con il Giovanni Paisiello Festival. Quest'anno è un'edizione più raccolta, senza opere in scena: concerti, musica antica, nuovi compositori e un appuntamento per i più piccoli.
Il festival lo organizza l'associazione Amici della Musica «Arcangelo Speranza», con la direzione artistica di Lorenzo Mattei. Quest'anno a tenerlo in piedi c'è una rete larga: il Ministero della Cultura, la Regione Puglia, il Conservatorio, la Camera di Commercio, associazioni d'impresa, una banca del territorio, una parrocchia, uno spazio culturale sul porto. È il segno che Paisiello, a Taranto, è ancora una cosa di tutti.
E il programma lo dice bene: si parte da un chiostro universitario e si arriva a una sala dell'Arcivescovado, passando per una chiesa, uno spazio sul porto e due scuole. La musica del Settecento, per due settimane, torna a girare per la città.
Fonti: CSV Taranto, Antenna Sud, Blunote.
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