La città rimessa a lucido: cosa resta dell'estate dei Giochi
Decoro urbano | Il lavoro fatto prima, durante e dopo i Giochi
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La città rimessa a lucido: cosa resta dell'estate dei Giochi

Murales tolti dai monumenti, fontane e panchine ripulite, passerelle per arrivare al mare. E una navetta per chi ha il contrassegno disabili

📅venerdì 25 settembre 2026
✍️@A_Lex

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Per cinque giorni, nel pomeriggio, a Villa Peripato hanno lavorato quattro operai e un coordinatore. Dalle due alle sei, quando il sole comincia a mollare la presa e il parco si riempie di passeggini. Panchine, cestini, gli elementi decorativi che nessuno guarda finché non si rompono: uno per uno.

È un dettaglio piccolo e dice bene com'è andata l'estate. Taranto aspettava il Mediterraneo e ha passato le settimane prima a rimettersi in ordine, un pezzo per volta, cominciando dalle cose che si toccano con le mani.

Le scritte via dai monumenti

La voce più grande del lavoro straordinario si chiama, negli atti, "potenziamento del decoro urbano", e vuol dire soprattutto una cosa: togliere murales, scritte e imbrattamenti dai monumenti, dalle piazze, dagli arredi. Poi la pulizia straordinaria delle panchine e delle fontane monumentali, la rimozione di cancellate abusive e di pali metallici ormai inutili, l'installazione di nuove aste portabandiera.

L'elenco dei posti si legge come una passeggiata: Villa Peripato, Piazza Castello, Piazza Carbonelli, Piazza Garibaldi, i Giardini Pandiani, le Colonne Doriche, Piazza Bettolo, i Giardini Caduti sul Lavoro, Piazza della Vittoria, i Giardini Belvedere, la Passeggiata Leogrande sul lungomare, i Giardini Virgilio. In viale Virgilio è stata ripristinata e ritinteggiata la ringhiera. Fuori dal Campo Scuola di Atletica sono state ridisegnate le righe dei parcheggi.

Due passerelle e una navetta

Ci sono due cose, in mezzo a tutto il resto, che non c'entrano con le telecamere e restano quando gli ospiti se ne vanno.

La prima sono le passerelle comprate per il lido Bruno e per il lido Torretta: quelle strisce di legno o di plastica dura che si srotolano sulla sabbia e permettono di arrivare fino al bagnasciuga a chi ha una carrozzina, a chi ha le stampelle, a chi spinge un passeggino o semplicemente non se la sente di affondare a ogni passo. Costano poco e cambiano l'estate a parecchie persone.

La seconda è una navetta riservata a chi ha il contrassegno disabili, che nei giorni delle gare ha portato avanti e indietro dallo stadio Iacovone. Non era stata raccontata da nessuno: è rimasta dentro una fattura da settemila euro, saldata a metà settembre a una ditta di Taranto.

La Città Vecchia e i camper

C'è poi la segnaletica del percorso turistico della Città Vecchia: i cartelli che dicono dove sei e dove puoi andare, in un'isola dove chi arriva per la prima volta si perde volentieri ma non sempre volontariamente. È l'unica voce pagata con i soldi della tassa di soggiorno — quindi, in sostanza, da chi in città viene a dormire.

E c'è l'area camper di via Mascherpa, ripulita e sistemata: il posto dove si ferma chi arriva con la casa dietro, e che d'estate è il primo pezzo di Taranto che certi visitatori vedono.

Messo tutto insieme, il Comune ha speso poco più di novecentomila euro con la propria società di servizi, fra il pezzo di contratto ordinario dei mesi estivi e questi lavori aggiunti.

Le gare sono finite il 3 settembre. Gli atleti sono tornati a casa, le tribune si smontano. Le panchine di Villa Peripato, però, restano lì. E le passerelle dei lidi si srotoleranno anche la prossima estate, quando nessuno arriverà da fuori a guardare come stiamo.

Foto: i Giardini del Peripato a Taranto. Autore: Haragayato, licenza CC BY-SA 2.5, via Wikimedia Commons.

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