
Il Comune apre la mobilità volontaria: possono candidarsi i dipendenti di ruolo di altre amministrazioni pubbliche
Il Comune di Taranto ha aperto le procedure per coprire tre posti a tempo pieno e indeterminato: un istruttore amministrativo e due funzionari assistenti sociali. Non è un concorso: è una mobilità volontaria, cioè un passaggio fra amministrazioni pubbliche.
Solo chi è già dipendente di ruolo di un'altra pubblica amministrazione: un altro Comune, una Provincia, una Regione, un'azienda sanitaria, un ministero. Si chiede il trasferimento, e se l'ente di provenienza dà il nulla osta il rapporto di lavoro continua senza interruzioni, senza periodo di prova e mantenendo l'anzianità.
Per gli altri — chi non lavora nel pubblico, o chi ci lavora a tempo determinato — questa non è la strada. Ma è utile saperlo lo stesso, perché racconta come si entra al Comune: prima si prova a spostare personale che c'è già, e solo dopo si bandisce un concorso.
Un istruttore amministrativo, area istruttori, finanziato con il bilancio comunale. E due funzionari assistenti sociali, area funzionari ed elevate qualificazioni, finanziati con fondi statali dedicati al rafforzamento dei servizi sociali dei Comuni.
Prima di assumere, un ente deve verificare se esiste personale pubblico "in disponibilità" da ricollocare: dipendenti di amministrazioni in riorganizzazione che vanno sistemati prima di aprire posizioni nuove. Il Comune ha fatto la verifica, e il 19 agosto la Regione Puglia ha risposto che negli elenchi non c'è nessuno con i requisiti richiesti.
Solo a quel punto la strada si è aperta. È il motivo per cui fra la decisione di assumere e l'avviso pubblico passano spesso dei mesi: non è lentezza, è una fila da rispettare.
È la figura che tiene insieme i servizi rivolti alle persone: prende in carico le situazioni di fragilità, valuta i casi, costruisce i progetti di aiuto e fa da ponte fra il cittadino e i servizi — sanitari, educativi, abitativi. Al Comune di Taranto è il ruolo che segue anziani soli, minori, famiglie in difficoltà, persone con disabilità.
Sono anche fra i profili più richiesti d'Italia, e più difficili da trovare: negli ultimi anni lo Stato ha finanziato apposta assunzioni di assistenti sociali nei Comuni, perché il rapporto fra operatori e abitanti resti sopra una soglia minima. I due posti aperti adesso nascono da lì.
Il piano del personale del Comune prevede in tutto otto assistenti sociali. Due si coprono così, per trasferimento; gli altri sei andranno a concorso pubblico, aperto quindi anche a chi non lavora già nel settore pubblico. Il bando non è ancora uscito: quando arriverà, lo racconteremo.
Per gli avvisi veri e propri, con requisiti e scadenze, il riferimento è la Direzione Risorse Umane del Comune.
Foto: Bernard Gagnon (CC0), Wikimedia Commons.