
Affluenza oltre il 50% in provincia. Nel capoluogo il No supera il 60%
Chi
I cittadini della provincia di Taranto chiamati al voto
Cosa
Risultati Referendum costituzionale sulla riforma della giustizia
Quando
Il 23 marzo 2026
Dove
a Taranto
Perche
Per approvare o respingere una riforma della Costituzione sul sistema giudiziario italiano
Partecipazione rilevante e risultato netto nella provincia di Taranto per il referendum sulla giustizia. Alle urne si è recato circa il 50,7% degli aventi diritto, un dato superiore alle aspettative regionali e che segnala un coinvolgimento significativo dell’elettorato locale. Tarantini Time Quotidiano Il risultato finale vede una chiara affermazione del No, che supera il 56%, contro un Sì fermo poco sopra il 43%, con uno scarto di oltre 13 punti percentuali.
Il voto referendario del 22 e 23 marzo 2026 ha chiamato gli italiani a esprimersi su una riforma costituzionale che mirava a modificare alcuni aspetti centrali del sistema giudiziario, tra cui l’organizzazione della magistratura e la separazione delle carriere. Nel territorio tarantino, la partecipazione ha raggiunto livelli relativamente alti rispetto ad altre aree della Puglia, dove l’affluenza si è mantenuta più bassa. Tuttavia, il dato complessivo nasconde differenze significative tra i vari comuni della provincia. Alcuni comuni di Taranto hanno registrato una mobilitazione più intensa, come Monteparano (59%), mentre altri, come Statte, si sono fermati su percentuali più contenute (45%). Taranto città si colloca in una posizione intermedia, con un’affluenza intorno al 49%. Dal punto di vista dei risultati, il quadro è netto: nel comune di Taranto il No ha raggiunto circa il 60%, mentre il Sì si è fermato sotto il 40%. Un dato che riflette un orientamento piuttosto deciso dell’elettorato locale contro la riforma proposta. Questo esito si inserisce in un trend nazionale che ha visto prevalere il No, determinando la bocciatura della riforma costituzionale. Nel complesso, il voto nella provincia jonica evidenzia due elementi principali: da un lato una partecipazione significativa, dall’altro una forte eterogeneità territoriale, che conferma come il comportamento elettorale possa variare sensibilmente anche all’interno della stessa area geografica.