
Dopo una gara andata deserta e un anno di attesa, il Comune ha chiuso l'acquisto: sei mezzi a zero emissioni e tre punti di ricarica
Arrivano senza rumore. È la prima cosa che si nota quando un autobus elettrico entra in una fermata: manca il brontolio del diesel al minimo, e manca la nuvola calda che ti passa davanti quando riparte. A Taranto ne stanno per arrivare sei, insieme a tre punti dove ricaricarli.
Il contratto è stato firmato all'inizio di settembre. È l'ultimo passaggio di una storia cominciata due anni fa, quando la Regione Puglia ha finanziato l'operazione con i fondi europei destinati alla mobilità urbana sostenibile: soldi che servono esattamente a questo, a togliere dalle strade i mezzi vecchi e a metterci quelli che non inquinano.
La strada non è stata dritta. Il Comune aveva bandito la gara una prima volta nella primavera del 2025 e non si era presentato nessuno: bando deserto. Succede, con i mezzi elettrici: i tempi di produzione sono lunghi, le richieste tecniche stringenti, e le aziende scelgono dove rispondere.
Allora gli uffici hanno rivisto il capitolato e sono ripartiti a giugno dello stesso anno. Questa volta le offerte sono arrivate, e la fornitura è andata a una casa costruttrice che di autobus elettrici ne ha messi in strada in mezza Europa. La Regione, nel frattempo, aveva concesso più tempo per portare a termine l'intervento.
Un autobus non si compra come un'auto: va prodotto, personalizzato con i colori e gli allestimenti della città, collaudato, immatricolato e infine consegnato. Sono mesi. Proprio per non perderli, il Comune ha autorizzato l'avvio della fornitura già a fine giugno, prima ancora della firma davanti al notaio: il conto alla rovescia, insomma, è partito da un pezzo.
Insieme ai sei mezzi arriveranno tre infrastrutture di ricarica, perché un bus elettrico senza il posto dove attaccarlo resta un bell'oggetto fermo in deposito.
C'è anche una buona notizia sui soldi. Fra la gara e la revisione delle spese accessorie, l'operazione costerà poco più di quattro milioni invece dei cinque e mezzo stanziati all'inizio. Il risparmio, poco più di un milione, non resta al Comune: torna alla Regione, che potrà spenderlo per altri interventi sulla mobilità pugliese. È la regola dei finanziamenti europei, e in questo caso vuol dire che i mezzi costano meno del previsto senza che nessuno ci rimetta.
Quando i sei autobus si vedranno in strada, ancora non si sa: le date di consegna non sono state rese note. Ma la firma, che è il passaggio che di solito fa perdere più tempo, stavolta c'è.
Foto: un autobus di Kyma Mobilità alla stazione di Taranto. Autore: Giov.c, immagine di pubblico dominio via Wikimedia Commons.