
Nel corso della trasmissione In Prima Linea su Antenna Sud, l'assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia ha confermato che non ci sono ritardi per l'apertura del nuovo ospedale San Cataldo di Taranto, la cui attivazione è prevista per il primo trimestre del 2028. Una dichiarazione che arriva a rassicurare cittadini e operatori sanitari dopo anni di attesa e incertezze su una struttura che rappresenta uno dei progetti infrastrutturali più attesi dalla città.
Donato Pentassuglia è l'assessore regionale alla Sanità della Puglia, incaricato di coordinare la programmazione ospedaliera su tutto il territorio regionale. La sua dichiarazione mira a fugare i dubbi che circolano da tempo tra i tarantini sulla effettiva realizzazione del San Cataldo. Accanto a lui, nella gestione del progetto, figurano il commissario dell'Asl di Taranto e i tecnici dell'area Gestione Tecnica, che hanno fornito una relazione dettagliata alle commissioni regionali sulla situazione dei lavori.
L'assessore Pentassuglia ha depositato una relazione tecnica presso le commissioni regionali (I e III) in cui vengono dettagliati il cronoprogramma e le scadenze aggiornate dei lavori. Secondo quanto riportato, il nuovo ospedale San Cataldo dovrebbe aprire le porte ai primi pazienti non prima del primo trimestre del 2028, cioè tra gennaio e marzo di quell'anno.
La dichiarazione è arrivata in seguito a richieste di audizione avanzate dai consiglieri regionali tarantini Renato Perrini (Fratelli d'Italia) e Antonio Paolo Scalera (Lega), che da tempo chiedono chiarezza sullo stato reale dell'avanzamento dei lavori e sui tempi concreti di attivazione della struttura. Come ha sottolineato Scalera in apertura dei lavori: "Ad un anno dalla costituzione della task force la realtà del nuovo ospedale resta ancora incerta e per molti aspetti insoddisfacente. È necessario conoscere lo stato reale sull'avanzamento dei lavori, l'esito e i tempi delle gare d'appalto per gli allestimenti".
Il San Cataldo rappresenta un progetto cruciale per il sistema sanitario tarantino, atteso da oltre un decennio. L'idea di realizzare un nuovo ospedale risale infatti al 2012, quando vennero stanziati i primi 140 milioni di euro. Nel corso degli anni sono seguiti ulteriori finanziamenti: una delibera della Giunta Regionale del 2014 destinò altri 67 milioni, e ancora 35 milioni sono stati previsti per dotazioni tecnologiche e apparecchiature biomediche.
Per una città come Taranto, segnata da anni di difficoltà nel settore sanitario e da una popolazione che ha dovuto fare i conti con le conseguenze dell'inquinamento industriale legato all'Ilva, una struttura ospedaliera moderna e efficiente rappresenta una risposta concreta alle esigenze di salute del territorio. L'apertura del San Cataldo comporterà anche il riassetto dell'ospedale Santissima Annunziata, che subirà una trasformazione nella sua funzione all'interno del sistema sanitario locale.
Tuttavia, la fiducia dei cittadini tarantini è messa a dura prova. Come emerge dai commenti sui social network, molti rimangono scettici: "Come nessun ritardo... Scherziamo?", "La gente non ha più fiducia a nessuno dopo aver ascoltato chiacchiere", "Dai per sicurezza andiamo al 2030". Questo scetticismo non è infondato: il progetto ha accumulato ritardi significativi nel corso degli anni, con slittamenti ripetuti delle scadenze originarie.
Nei prossimi mesi, le commissioni regionali continueranno a monitorare l'avanzamento dei lavori. Rimangono ancora da chiarire diversi aspetti: lo stato di completamento delle opere secondarie (impianti e diagnostica), l'esito delle gare d'appalto per gli allestimenti, e soprattutto la tempistica effettiva di attivazione dei reparti una volta completata la struttura.
La data del primo trimestre 2028 rappresenta una scadenza importante, ma la storia del San Cataldo insegna che è prudente attendere i fatti concreti prima di cantare vittoria. I prossimi mesi saranno decisivi per verificare se questa volta la promessa dell'assessore Pentassuglia corrisponderà alla realtà dei cantieri.
Ciò che è certo è che Taranto ha bisogno di questa struttura, e che la comunità tarantina continuerà a chiedere trasparenza e risultati concreti, non semplici rassicurazioni.
Fonte: AntennaSud