Otto parchi intorno a Taranto: pronte le gare per i due sul mare
Green Belt | La cintura verde pagata dal fondo europeo per la transizione
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Otto parchi intorno a Taranto: pronte le gare per i due sul mare

Si comincia dal Parco Mar Grande e dalle Tre Terre. Prima di pubblicare le gare il Comune ha rifatto i conti ai progettisti

📅sabato 5 settembre 2026
✍️@A_Lex

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Taranto avrà una cintura verde. Non è un modo di dire né uno slogan: si chiama proprio Green Belt, e sulla carta è un programma da otto parchi che, messi in fila, disegnano un anello intorno alla città — dal fiume Galeso a nord fino alla costa di San Vito a sud. Le prime tre gare di progettazione sono state indette lo stesso giorno di agosto, e le due che guardano il mare — il Parco Mar Grande e il Parco lineare costiero delle Tre Terre — negli atti pubblicati il 4 settembre si sono prese una correzione dell’ultimo minuto.

Che cos’è, detto semplice

La Green Belt non costruisce parchi dal nulla in mezzo al cemento. Prende quello che Taranto già ha — aree verdi lasciate andare, spazi mai finiti, tratti di costa che nessuno usa — e li trasforma in otto parchi pensati come un sistema unico invece che come otto cose separate. È il motivo per cui si chiama cintura: l’idea è che si tengano per mano.

I soldi non sono del Comune. Arrivano dal Just Transition Fund, il fondo con cui l’Unione europea accompagna i territori che devono uscire dall’industria pesante: non un premio, un risarcimento per una transizione che costa lavoro e salute. In Italia le aree scelte sono due soltanto, il Sulcis in Sardegna e Taranto. Alla nostra provincia vanno 796 milioni, e i parchi sono una delle voci.

Gli otto parchi

  • Parco naturalistico del fiume Galeso;
  • riqualificazione del Parco della Rimembranza;
  • riqualificazione del Parco Piero Angela e delle aree verdi del quartiere Paolo VI;
  • rinaturalizzazione del Parco archeologico delle Mura Greche;
  • Parco urbano attrezzato di Taranto 2;
  • Parco Mar Grande;
  • Parco costiero di San Vito;
  • Parco lineare costiero delle Tre Terre.

Ognuno ha già il suo importo — 84 milioni in tutto, ammessi a finanziamento dalla Regione Puglia a maggio — e per tre di loro la gara di progettazione è già stata indetta: il Mar Grande è il più grande dell’intero programma, con 19,4 milioni; le Tre Terre valgono 13,1 milioni; il parco urbano di Taranto 2 quasi dieci. Gli altri cinque seguiranno.

La correzione dell’ultimo minuto

Ed eccoci alla notizia del 4 settembre. Le due gare erano state indette il 17 agosto, ma non erano ancora state pubblicate. Nel frattempo gli uffici hanno riguardato le carte e hanno rifatto il conto del compenso per i professionisti che dovranno progettare i parchi, per allinearlo — scrivono — alle prestazioni davvero richieste. Il totale è sceso.

Sul Mar Grande la parcella a base di gara scende di circa 199 mila euro, sulle Tre Terre di circa 124 mila: oltre 320 mila euro in meno, sommando i due. Vale la pena dire con chiarezza che cosa non è successo: non è stato tolto un euro ai parchi. L’importo delle due opere resta esattamente quello di prima. A cambiare è solo quanto il Comune pagherà a chi disegna il progetto.

È anche il motivo per cui la correzione non ha fatto danni: siccome nessuna gara era ancora uscita, non c’erano offerte da rifare né imprese da riconvocare. Gli atti lo scrivono senza giri di parole — si cambia la cifra, restano identici l’oggetto, la procedura e il modo in cui si sceglierà il vincitore.

Quando si vedrà qualcosa

Qui serve onestà, perché fra l’annuncio e l’ombra di un albero c’è una strada lunga. Quelle in partenza non sono le gare per costruire i parchi: servono a trovare chi li progetta. Prima arriva il progetto di fattibilità, poi quello esecutivo, poi una seconda gara — quella vera, per i lavori — e solo allora si apre il cantiere.

Un termine però c’è, ed è scritto nero su bianco: le opere finanziate dal fondo vanno completate entro il 31 dicembre 2030.

Chi vuole seguire il percorso senza aspettare i comunicati può farlo dagli atti: ogni passaggio passa dall’Albo Pretorio del Comune, dove le due rettifiche pubblicate il 4 settembre si leggono per intero — quella del Parco Mar Grande e quella delle Tre Terre.

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