
Immobili pubblici e privati da rimettere in uso e nuove attività da insediare nell'isola: si comincia da Taranto per poi provarci altrove
L'isola della Città Vecchia è larga poco più di trecento metri e lunga meno di un chilometro, e ci stanno dentro una cattedrale, un castello, due mari e qualche centinaio di edifici. Molti di quegli edifici sono vuoti. È il problema più vecchio di Taranto, e adesso la Regione Puglia prova a prenderlo per il verso giusto: non partendo dai muri, ma da chi potrebbe tornare ad abitarli e a lavorarci.
La Giunta regionale ha approvato nei giorni scorsi un programma sperimentale, nato con il Comune, che si chiama «Laboratorio Città Vecchia». L'idea è mettere insieme tre cose che di solito viaggiano separate: gli immobili da rimettere in uso, i soldi e gli aiuti per chi vuole aprire un'attività, e l'accompagnamento di chi ci prova.
Da una parte il patrimonio: edifici pubblici e privati oggi inutilizzati, da riattivare. Dall'altra le persone: formazione, sostegno all'avvio, strumenti di agevolazione per artigiani, botteghe, servizi, attività culturali. A seguire il lavoro sul campo saranno ARTI, l'agenzia regionale per la tecnologia e l'innovazione, e Puglia Sviluppo.
La parte interessante è l'ultima: se il modello funziona nell'isola, la Regione conta di ripeterlo in altri centri storici pugliesi. Detto altrimenti, la Città Vecchia di Taranto viene usata come banco di prova — che è un rischio e un riconoscimento allo stesso tempo.
Il programma si incrocia con una scadenza vicinissima. Proprio martedì 8 settembre, a mezzogiorno, si chiude l'avviso con cui il Comune cerca privati disposti a investire sul social housing nella Città Vecchia: recuperare edifici storici e trasformarli in case accessibili e servizi per chi ci abita.
Sono due strade diverse — una porta abitanti, l'altra porta attività — ma puntano allo stesso punto: un'isola in cui, la sera, le finestre siano accese.
Per un mese, quest'estate, la Città Vecchia è stata attraversata da migliaia di persone arrivate per i Giochi del Mediterraneo. Adesso quelle persone sono andate via, e resta la domanda che a Taranto si fa da vent'anni: come si tiene viva l'isola quando non c'è un evento.
Le risposte finora sono state quasi sempre edilizie — un cantiere, un palazzo restaurato, un vicolo rifatto. Questa volta si prova a mettere al centro chi apre la saracinesca la mattina. È un cambio di prospettiva che nel borgo antico serviva da tempo: perché una casa restaurata e chiusa, nell'isola, ce ne sono già tante.
Foto: Jeanne Griffin (CC BY-SA 4.0), Wikimedia Commons.