
Finito in primavera e collaudato in agosto, adesso passa allo sport: le società potranno usarlo già nella stagione che comincia
All'incrocio fra corso Bruno Buozzi e via Alcide De Gasperi, a Paolo VI, c'è un campo nuovo che aspetta di essere usato. È un impianto all'aperto pensato per tre sport insieme — rugby, baseball e football americano — e da questa settimana ha finalmente qualcuno che ne ha le chiavi: la Giunta lo ha assegnato alla direzione comunale che si occupa di sport, autorizzando fin da subito l'uso temporaneo da parte delle associazioni.
Il senso di quella firma sta in una riga della delibera: renderlo utilizzabile «in tempo utile rispetto alla programmazione della stagione sportiva». Cioè adesso, non l'anno prossimo.
Paolo VI è il quartiere più giovane di Taranto e per molti è ancora «Taranto 2», il nome con cui è nato: una città costruita da zero a nord del Mar Piccolo, negli anni Settanta, per dare case a chi lavorava nella grande fabbrica. Migliaia di persone, palazzi in fila, ampi spazi fra un lotto e l'altro — e per decenni la sensazione, per chi ci abita, di stare lontano da tutto: dal centro, dal mare della città, dai luoghi dove le cose succedono.
È anche il quartiere che ha il verde più bello alle spalle e non lo sa quasi nessuno: poco più in là scorre il Galeso, il fiumiciattolo cantato da Orazio e da Virgilio, che in poche centinaia di metri arriva al Mar Piccolo.
In un posto così, un campo regolamentare non è un dettaglio. È il punto in cui i ragazzi si fermano invece di andare altrove.
L'impianto è particolare, e non solo per Taranto: è stato progettato per ospitare tre discipline sovrapposte sullo stesso spazio, con il via libera delle rispettive federazioni nazionali, e quando fu presentato veniva indicato come il primo del genere nel Centro-Sud. Rugby, baseball e football americano a Taranto hanno società e ragazzi che si allenano da anni, spesso adattandosi a campi nati per altro.
Costo dell'opera: 3,5 milioni di euro, arrivati dal PNRR con la linea dedicata a sport e inclusione sociale. I lavori si sono chiusi in primavera, il collaudo e l'agibilità sono arrivati in agosto.
La consegna alla direzione Sport significa custodia, guardiania, apertura e chiusura, utenze, manutenzione: le cose noiose da cui però dipende se un impianto resta vivo o diventa l'ennesimo posto recintato. Negli atti c'è anche la richiesta esplicita di attivare la vigilanza per prevenire atti vandalici, che a Taranto è una preoccupazione con una storia lunga alle spalle.
L'uso da parte delle società, per ora, è in regime provvisorio: concessioni temporanee, in attesa dell'affidamento della gestione vera e propria. È la formula che permette di aprire i cancelli subito. Il resto — chi lo gestirà, con quali orari, a quali tariffe — si deciderà nei prossimi mesi.
Nel frattempo, per chi in quel quartiere ci vive, c'è una cosa nuova sotto casa. E per una volta non è un cantiere.
Foto: Livioandronico2013 (CC BY-SA 4.0) e Marila61 (CC BY-SA 3.0), Wikimedia Commons.